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La passiflora, proprietà – curiosità – usi

La passiflora

 

Altri nomi

Fiore della passione, maracuja.

 

La pianta

Esistono diverse specie di passiflora, utilizzate come piante ornamentali (ad esempio Passiflora caerulea) o come pianta da frutto (Passiflora edulis, più nota come maracuja). La specie maggiormente utilizzata in erboristeria è Passiflora incarnata. C’è da dire, a scopo di precisazione, che i tassonomisti ritengono Passiflora incarnatasinonimo di Passiflora edulis, tuttavia le due piante differiscono per la composizione chimica. Appartenente alla famiglia delle Passifloraceae, la Passiflora incarnata è una pianta rampicante con steli che possono raggiungere i 9 metri e che si attorcigliano a ciò che trovano attorno mediante viticci. I fiori sono bianco-violacei e le foglie profondamente lobate. Il frutto è una bacca gialla con molti semi avvolti da una polpa gelatinosa.

Benché sia largamente coltivata in Europa, la passiflora è originaria dei boschetti e del limitare delle foreste della zona sudorientale del Nord America.

 

Gli impieghi

La passiflora fu a lungo impiegata dalle popolazioni native americane. Le foglie pestate venivano usate per far sgonfiare lesioni, contusioni e ferite. La radice polverizzata, fatta infondere in acqua, trovava invece impiego nello svezzamento dei bambini e per le infezioni all’orecchio. La tisana ottenuta con la parte aerea, infine, si riteneva che calmasse i nervi.

Quest’ultimo impiego è quello apprezzato ancora oggi dalla moderna fitoterapia, che consiglia la passiflora, oltre che per favorire la regolare motilità gastrointestinale, appunto per il rilassamento in caso di stress e per promuovere il sonno. La sua azione blandamente sedativa a livello del sistema nervoso centrale è dovuta alle componenti flavonoidiche presenti nella parte aerea come iperoside, vitexina e isovitexina. La pianta è sicura, non sono note controindicazioni, ma si tende a sconsigliarne l’uso in gravidanza e nell’infanzia. Inoltre, a differenza di molti farmaci tranquillanti e ipnotici, la passiflora è priva di effetti depressivi e può pertanto essere impiegata anche per periodi prolungati.

 

Lo sapevi che…?

  • La passiflora non deve il suo nome alla passione amorosa, bensì alla passione di Cristo. Nel XVII secolo, infatti, i Gesuiti in missione in Sud America conobbero la pianta e vollero leggerne le caratteristiche come simbolo della passione e morte di Gesù, una sorta di “lezione botanica sul Calvario”. Ed ecco allora che i tre stili del pistillo rappresentano i tre chiodi usati per crocifiggere Gesù. Le cinque antere sugli stami, invece, simboleggiano le cinque ferite sul suo corpo o, secondo un’altra tradizione, la spugna con cui gli diedero da bere in croce. I sottili filamenti bianchi e viola che circondano gli organi di riproduzione del fiore, poi, diventano immagine della corona di spine. I cinque petali, uniti ai cinque sepali, rappresentano i dieci apostoli rimasti fedeli (vengono esclusi dal novero dei dodici Giuda Iscariota, che ha tradito Gesù, e Pietro, che l’ha rinnegato tre volte). Nelle foglie lobate, per finire, si vedevano le mani dei persecutori di Cristo che impugnavano le fruste (i viticci).

 

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