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Scopriamo alcune curiosità su: Tè bianco Pai Mu Tan, Tè verde bancha, Tè nero Assam, Tè Rooibos

I te sembrano una tradizione lontana ma oggi sono sempre più ricercati e di qualità. Scopriamo con questo articolo i principali Te e alcune curiosità:

Tè bianco Pai Mu Tan

Si dice che Pai Mu Tan, Peonia Bianca, fosse la più bella delle cortigiane, incarnazione dello spirito della Peonia, e questo tè dal sapore fruttato e dal leggero aroma floreale, come di peonia, porta il suo nome. Un tè seducente, che colpisce per il suo sapore intenso.

Come una bella cortigiana, è un tè delicato, per intenditori, prodotto esclusivamente con le gemme e le prime due foglioline apicali delle piante di Camellia sinensis, coltivate nella provincia del Fujian, nel sudest della Cina, secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Sono foglie giovani, ancora coperte di una peluria argentea da cui il tè bianco prende il nome. Le foglie subiscono una lavorazione ridotta al minimo: vengono lasciate appassire al sole per 1-3 giorni, a seconda delle condizioni meteorologiche, quindi vanno incontro a una velocissima e leggera ossidazione, che conferisce alla bevanda il suo gusto caratteristico. Infine vengono essiccate con cura e confezionate. Durante tutto il processo di lavorazione, le foglie vengono sempre maneggiate con cautela, al fine di non danneggiarle, favorendo così un’ulteriore ossidazione che ne rovinerebbe il gusto.

In tazza, il Pai Mu Tan si presenta come un tè di colore verde molto pallido o dorato e profumato.

Modalità d’uso: lasciare in infusione per qualche minuto in una buona acqua minerale alla temperatura di 70-80°C senza coprire, per evitare che i germogli si cuociano. Filtrare e servire caldo.

 

Tè verde bancha

Il bancha è un tipo di ryokucha, ovvero di tè verde giapponese, e anzi, è il tè verde ordinario, per i Giapponesi, quello che viene consumato quotidianamente e che, nell’arcipelago nipponico, rappresenta l’80% del mercato dei tè.

La pianta, di origine, rigorosamente biologica, è Camellia sinensis, di cui si utilizzano le foglie prodotte in estate e autunno. Il primo raccolto, quello primaverile, è invece destinato alla produzione del più pregiato sincha. Dopo la raccolta, le foglie subiscono un trattamento al vapore per 15-20 secondi, volto a prevenirne l’ossidazione, quindi vengono arrotolate ed essiccate, per poi essere confezionate ed esportate in tutto il mondo. La bevanda che si ottiene dalla loro infusione presenta un colore dorato e un forte odore di paglia o fieno, con un gusto deciso, erbaceo e gradevole.

È un tè dalle molte proprietà: naturalmente povero di caffeina (o teina che dir si voglia), presenta invece un alto contenuto di antiossidanti, calcio, ferro e vitamina A al punto da essere considerato un ottimo remineralizzante, ideale lontano dai pasti per ritrovare l’energia perduta.

Modalità d’uso: lasciare in infusione per qualche minuto in acqua alla temperatura di 80°C; filtrare. Ottimo sia caldo sia freddo, durante le calde giornate estive. Un’infusione prolungata ne accentua il sapore.

 

Tè nero Assam

Il tè nero Assam prende il nome dalla regione in cui viene prodotto, nel nordovest dell’India, lungo le sponde del Brahmaputra, in un clima tropicale reso umido dalle piogge monsoniche. La pianta da cui deriva, coltivata con metodi biologici in fertili terreni a livello del mare, è Camellia sinensis var. assamica, pianta indigena della regione che, assieme alla vicina Cina, può vantare di essere uno dei due soli luoghi al mondo dove il tè cresce spontaneo. Ma la regione di Assam ha anche un altro primato, essendo la maggiore produttrice di tè a livello mondiale.

La lavorazione del tè nero prevede diversi step volti a intensificarne l’aroma. Dapprima le foglie, dopo la raccolta, vengono fatte appassire, riducendo l’umidità in esse contenuta del 30%, poi vengono arrotolate, facendo in modo che gli oli essenziali e la linfa presenti escano dalle cellule che li contengono. A differenza del tè verde, il tè nero subisce quindi un processo di ossidazione, responsabile della colorazione bruna che assume il prodotto finito. Solo quando le foglie avranno raggiunto il grado voluto di ossidazione verranno essiccate e confezionate.

La bevanda che se ne ricava è un’infusione brillante, di un colore caldo tendente al rosso ambra e dal sapore di malto, forte e tonificante.

Modalità d’uso: lasciare in infusione per qualche minuto in acqua alla temperatura di 90°C. Filtrare e servire caldo o freddo. Ottimo per la colazione e per accompagnare cibi sia dolci sia salati, ma anche, come in India, piatti speziati.

 

Tè Rooibos

Nonostante si sia soliti indicarlo con il termine di “tè”, il Rooibos non proviene dalla Camellia sinensis né ha origine asiatica. La sua storia è infatti legata a un altro continente, l’Africa, o meglio, una piccola regione montagnosa lungo la costa sudoccidentale del Sudafrica, l’unico posto in cui vegeta la pianta da cui deriva. Il suo nome scientifico è Aspalathus linearis, ed è un cespuglio simile a una ginestra con foglie sottili e aghiformi, appartenente alla famiglia delle Fabacee o Leguminose. La bevanda, denominata Rooibos (che in afrikaans significa “cespuglio rosso”), Red Bush o tè rosso africano, si ottiene tramite infusione delle foglie tritate, fatte ossidare ed essiccate. Il risultato è un liquido dal colore rosso brunastro e dal gusto dolce e nocciolato, che ricorda vagamente la malva e l’ibisco.

Ricco di antiossidanti e di minerali, il Rooibos differisce dal tè classico per la completa assenza di caffeina (o teina) e per lo scarso contenuto di tannini.

Modalità d’uso: lasciare in infusione per almeno 5 minuti in acqua bollente; filtrare e servire. Si può consumare in purezza, grazie alla sua dolcezza intrinseca, oppure, seguendo l’uso che se ne fa in Sudafrica, aggiungendo latte e zucchero o, in alternativa, miele e una fetta di limone.

 

Tè verde, matcha e arancio

Il tè verde è prodotto a partire dalle foglie di Camellia sinensis che, a differenza di quanto avviene per il tè nero, non subiscono alcun processo di ossidazione, mantenendo così intatto il colore verde e l’aroma erbaceo. Tra i tè verdi, particolarmente pregiato è il matcha, un tè in polvere riservato alle grandi occasioni: è il tè della cerimonia del tè. Per prepararlo, le foglie vengono cotte al vapore, asciugate e ridotte in una polvere finissima che viene poi mescolata nell’acqua bollente con una frusta di bambù.

Alle spiccate proprietà antiossidanti e al sapore intenso e delicato del tè verde e del matcha, in questo blend, rigorosamente biologico, si mischiano anche le dolci note della yerba mate (Ilex paraguaiensis), valido tonico per la stanchezza fisica e mentale, la fragranza dell’arancio, rilassante, il sapore dolce e avvolgente della radice di liquirizia, moderato ed esaltato al contempo dalla menta dolce (Mentha spicata), balsamica, e dal cardamomo, in grado di lasciare in bocca un piacevole retrogusto fresco ed esotico.

Modalità d’uso: lasciare in infusione in acqua bollente per qualche minuto; filtrare e servire. Si consiglia di coprire l’infusione con un coperchio per non perdere gli oli essenziali contenuti nell’arancio e nella menta, estremamente volatili.

 

Tè nero melograno e cannella

Tè nero melograno e cannella è una miscela di piante biologiche dal sapore decisamente mediorientale; un tè da Mille e una notte, in grado di trasportare, con un solo sorso, nei giardini incantati di Persia; una tazza da sorseggiare ancora fumante sognando la neve sui deserti iraniani. La base è tè nero di origine indiana (?), un’istituzione in Medio Oriente, diffuso e ritualizzato quanto da noi il caffè. È un tè dal sapore ricco e deciso, dovuto all’ossidazione a cui vanno incontro le foglie di Camellia sinensis durante la lavorazione, processo responsabile anche del suo caratteristico colore scuro. Ad esso si mescolano le note rosse, dolci e fruttate dei frutti del melograno, apprezzati fin dall’antichità e ricchissimi di antiossidanti, e l’aroma avvolgente della cannella (Cinnamomun zeylanicum o verum), in grado di scaldare l’ambiente con il suo profumo. Il cardamomo, infine, dona un retrogusto fresco ed esotico.

Modalità d’uso: lasciare in infusione in acqua bollente per qualche minuto; filtrare e servire caldo. Ottimo in purezza; da provare come si usa in Iran: bevuto con una zolletta di zucchero tenuta ferma tra i denti. Date le proprietà digestive di cannella e cardamomo, se ne consiglia l’assunzione dopo i pasti.

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