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Il mate Lo yerba mate 

Il mate Lo yerba mate 

Altri nomi

Yerba mate, erva mate, erba del Paraguay, tè del Paraguay, agrifoglio sudamericano, tè di San Bartolomeo, tè dei Gesuiti, tè del Brasile.

 

La pianta

Il mate (Ilex paraguariensis) è un arbusto o piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae. È originario di una zona del Sud America che comprende Argentina, Cile, Perù, Brasile, Paraguay e Uruguay. Cresce nei pressi dei corsi d’acqua, preferibilmente a un’altezza di 450-600 m slm. Ha foglie grandi e ovali, alterne, largamente dentellate e coriacee come quelle dell’agrifoglio nostrano. I fiori sono piccoli, bianchi e riuniti in cime ascellari. Danno origine a piccole bacche di un colore che va dal rosso al giallo al nero.

 

Gli impieghi

Del mate vengono utilizzate le foglie, che, appena raccolte dalla pianta, subiscono un processo di lavorazione volto a disattivarne gli enzimi e a renderle friabili. Dopo essere state mondate, possono essere messe in forno oppure venire tostate.

Il consumo dell’infuso di mate ha una lunga tradizione in Sud America, tanto che in molti Stati è considerato la bevanda nazionale, alla stregua del tè in Oriente o del caffè da noi. La sua scoperta da parte del mondo occidentale risale al XVI secolo, quando i gesuiti entrarono in contatto con le popolazioni guaranì. I missionari cominciarono a coltivarlo e a diffonderne l’uso. Tradizionalmente veniva impiegato per ricavarne energia, forza e concentrazione, ma anche per scopi nutritivi. Oggi lo si adopera come tonico, stimolante, lassativo, diuretico, per sopprimere l’appetito, combattere il mal di testa, migliorare la memoria e regolare il battito cardiaco, contro la gotta e i reumatismi.

Il Ministero della Salute ne delinea le seguenti proprietà:

  • Antiossidante;
  • In grado di drenare i liquidi corporei;
  • In grado di equilibrare il peso corporeo;
  • Tonica (per stanchezza fisica e mentale);
  • Stimolante del metabolismo, soprattutto di quello dei lipidi.

La ricerca scientifica a queste aggiunge effetti antispasmodici e vasodilatatori. Tra i suoi principi attivi, teobrobina, teofillina e caffeina, responsabile dell’azione sul sistema nervoso, sulla muscolatura striata e sulla diuresi. È anche in grado di rilassare la muscolatura liscia e di inibire la vasocostrizione. La quantità di caffeina contenuta in una tazza di mate è leggermente inferiore a quella del caffè e leggermente superiore a quella del tè nero.

Il consumo normale della pianta è ritenuto sicuro, tuttavia a un consumo eccessivo e cronico pare essere associato un accresciuto rischio di certi tipi di cancro. Il mate, inoltre, è sconsigliato in caso di gravidanza, ipertensione, disturbi cardiaci, ansia. Da evitare anche qualora si assumano farmaci inibitori delle monoaminossidasi (MAOI). È infatti in grado di interferire con il metabolismo di alcuni farmaci.

 

Lo sapevi che…?

  • Il mate viene tradizionalmente servito all’interno di una piccola zucca svuotata ed essiccata (calabash) e sorbito con una cannuccia di metallo dotata di un filtro (bombilla).
  • Il nome yerba (o hierba) mate è composto da due parole in due lingue diverse: yerba significa “erba” in spagnolo; mate vuol dire “tazza” in quechua.

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